giovedì 1 dicembre 2005
Tesi su"L'Europa dei giovani: sovvenzioni e finanziamenti per giovani registi" discussa all'Università La Sapienza col prof. Gianni Profita
Claudio Rapino, brillante studente di Arti e Scienze dello spettacolo, ha discusso col suo Relatore Gianni Profita una tesi che prende lo spunto dalle nuove tecnologie digitali che hanno moltiplicato esponenzialmente l'interesse dei giovani per il cinema. Armati di una videocamera digitale e di un programma di montaggio si cimentano nella realizzazione di film domestici, sognando di poter trasformare in attività retribuita quello che per ora è soltanto un hobby. Ma come reagisce il mondo del cinema a questa invasione di nuovi aspiranti autori? Questa tesi prova a rispondere a questa domanda illustrando, da un punto di vista critico e giuridico economico, come la Comunità Europea ed i più importanti Stati (per gli audiovisivi) tutelino ed incentivino i giovani registi alle prese con il loro più grande ostacolo: la realizzazione del primo film e la sua distribuzione.
giovedì 10 novembre 2005
Il Panorama europeo degli Audiovisivi nuovo libro di Gianni Profita

"Il Panorama europeo degli Audiovisivi" - Regole, Prospettive e Sviluppo imprenditoriale - è stato pensato da Gianni Profita con l'obiettivo di fornire una descrizione esaustiva degli scenari della poltica europea a sostegno del settore audiovisivo alla luce delle recenti trasformazioni che hanno interessato la filiera in chiave europea ed internazionale.
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venerdì 1 luglio 2005
Piano di azione della Coalizione Italiana per la Diversità Culturale, Novembre 2005 - maggio 2007
CALENDARIO ISTITUZIONALE per l'implementazione del percorso per l'approvazione del Trattato sulla Diversità culturale a cura di Gianni Profita:
-ottobre 2005: Conferenza Generale UNESCO a Parigi (3-21/X/05)
con approvazione o rinvio del Trattato sulla Diversità Culturale
-(in caso di esito favorevole):
novembre 2005: Pubblicazione del Trattato e sua trasmissione ai governi membri dell'UNESCO
-novembre 2005: Decisione della Commissione Europea a proposito dell'eventuale apertura del mercato dei diritti d'autore alla concorrenza
-novembre 2005 / marzo 2006: Processo di ratifica da parte del Consiglio Europeo
e da parte dei 25 governi della U.E., oltre che dei paesi con cui sono
aperti negoziati di adesione (Bulgaria, Romania, Croazia, Turchia...)
-primavera 2006: Appena 30 paesi avranno ratificato il Trattato, esso entrerà in vigore
E l'UNESCO dovrà a questo punto creare un Consiglio per la messa in opera del Trattato ed avviare un monitoraggio della situazione nei vari paesi del mondo in materia di diversità culturale
-giugno 2006: L'Unione Europea notificherà all'OMC - Organizzazione Mondiale del Commercio l'esistenza di questo trattato ed i vincoli che ne derivano.
-giugno 2006 (?): Apertura formale del Doha round, cioè del nuovo ciclo di negoziati per estendere la liberalizzazione dal settore del commercio anche a quello dei servizi, ivi inclusi quelli audiovisivi.
-2006-2007: Si prevede che i negoziati durino almeno un anno (ma l'ultima volta ne durarono tre). Nel frattempo le Coalizioni per la Diversità Culturale del mondo dovranno intensificare la loro opera di sensibilizzazione presso l'opinione pubblica mondiale sui problemi della salvaguardia della Diversità culturale.
AZIONI DA SVOLGERE IN RELAZIONE AL CALENDARIO ISTITUZIONALE
-novembre 2005: Pubblicazione del Trattato e sua trasmissione ai governi membri dell'UNESCO
Decisione della Commissione Europea a proposito dell'eventuale apertura del mercato dei diritti d'autore alla concorrenza:
1. Azioni di sensibilizzazione dell'opinione pubblica italiana per informare dell'avvenuta approvazione in sede UNESCO del trattato in questione
2. Riunioni delle Coalizioni nazionali per stabilire un piano d'azione comune
3. Manifestazione pubblica dei governi europei per marcare il risultato ottenuto (a Parigi?)
4. Delegazioni delle Coalizioni nazionali presso i Commissari CE coinvolti (Figel cultura e Mandelson Commercio Estero) per concordare linee d'azioni comuni
5. Traduzione del testo del Trattato nelle lingue ufficiali dell'Unione Europea e loro consegna all'UNESCO ed ai governi nazionali
6. Consegna del testo del Trattato ai Presidenti dei Parlamenti ed ai Ministri dei rapporti con il Parlamento nei 25 paesi dell'Unione e nei paesi in corso di adesione
7. Azioni di sensibilizzazione dell'opinione pubblica nazionale alle decisione prese in sede europea a proposito di liberalizzazione in materia di diritto d'autore
Novembre 2005 / marzo 2006: Processo di ratifica da parte del Consiglio Europeo
e da parte dei 25 governi della U.E., oltre che dei paesi con cui sono
aperti negoziati di adesione (Bulgaria, Romania, Croazia, Turchia...):
1. Azioni di sensibilizzazione dell'opinione pubblica italiana per informare dell'avvio del processo di ratifica da parte dei Parlamenti nazionali del trattato in questione
2. Riunioni delle Coalizioni nazionali per stabilire un piano d'azione comune per accelerare i processi di ratifica
3. Delegazioni delle Coalizioni nazionali presso la Presidenza inglese di turno dell'Unione Europea e quella successiva (austriaca) per concordare linee d'azioni comuni per accelerare il processo di ratifica europea ed i processi nazionali
4. Delegazioni delle Coalizioni nazionali presso il Parlamento Europeo ed il Consiglio d'Europa per accelerare il processo di ratifica europea ed i processi nazionali
6. Consegna del testo del Trattato da parte di delegazioni di autori ai Presidenti di Camera e Senato ed ai Ministri dei rapporti con il Parlamento per chiedere impegni circa il percorso della ratifica italiana e chiedere garanzie nonostante il periodo pre-elettorale
7. Azioni di sensibilizzazione dei parlamentari europei, di quelli nazionali e dell'opinione pubblica europea e nazionale sul processo di ratifica del Trattato sulla Diversità Culturale
Primavera 2006: Appena 30 paesi avranno ratificato il Trattato, esso entrerà in vigore
E l'UNESCO dovrà a questo punto creare un Consiglio per la messa in opera del Trattato ed avviare un monitoraggio della situazione nei vari paesi del mondo in materia di diversità culturale:
1. Rimessa formale da parte di una delegazione di personaggi illustri della Coalizione italiana del testo in italiano del Trattato ai vertici UNESCO e, con l'occasione, richiesta di un forte ruolo per l'Italia nella Commissione incaricata della messa in opera del trattato e nel monitoraggio della situazione mondiale della Diversità culturale
2. Riunioni delle Coalizioni nazionali per stabilire un piano d'azione comune nei confronti dell'UNESCO per garantire una rapida messa in opera del Trattato e degli strumenti attuativi in esso previsti
3. Delegazioni delle Coalizioni nazionali presso i Comitati Nazionali UNESCO per ampliare l'opera di sensibilizzazione a tutti i settori del mondo della cultura e delle industrie culturali
4. Rafforzamento della rappresentatività della Coalizione nazionale italiana attraverso l'entrata nell'associazione di tutte le associazioni e gli enti rappresentativi della cultura, dell'educazione e dell'industria culturale nazionale. Tenuta della prima assemblea nazionale della Coalizione italiana per la diversità culturale.
5. Apertura di un tavolo di trattativa con la Rai in primis e poi con gli altri organismi radiotv per l'adozione di un codice di comportamento in favore della Diversità culturale. Approfittando anche dell'apertura prevista dei negoziati per il rinnovo del Contratto di Servizio Rai-Stato e di quelli per l'adozione dei contratti di servizio Rai-regioni
Giugno 2006: L'Unione Europea notificherà all'OMC - Organizzazione Mondiale del Commercio l'esistenza di questo trattato ed i vincoli che ne derivano.
Apertura formale del Doha round, cioè del nuovo ciclo di negoziati per estendere la liberalizzazione dal settore del commercio anche a quello dei servizi, ivi inclusi quelli audiovisivi:
1. Azioni di sensibilizzazione dell'opinione pubblica italiana , del Parlamento nazionale appena rinnovato e dei negoziatori italiani in sede OMC, per informare dell'avvio del Doha round e delle sue possibili conseguenze sull'industria culturale nazionale
2. Riunioni delle Coalizioni nazionali per stabilire un piano d'azione comune per accelerare i processi di ratifica
3. Delegazioni delle Coalizioni nazionali presso l'OMC e a Doha per concordare linee d'azioni comuni per appoggiare la richiesta europea di includere il Trattato sulla Diversità Culturale fra le norme di riferimento e le eccezioni previste dal futuro accordo sulla liberalizzazione dei servizi
2006-2007: Prosecuzione dei negoziati del Doha Round:
1. Le Coalizioni per la Diversità Culturale del mondo dovranno intensificare la loro opera di sensibilizzazione presso l'opinione pubblica mondiale sui problemi della salvaguardia della Diversità culturale
2. Rafforzamento delle pressioni, d'intesa con le altre Coalizioni nazionali, sui governi nazionali, su Commissione, Consiglio e Parlamento europei, sul gruppo di negoziato al Doha round al fine di porre la Diversità Culturale come elemento fondamentale della trattativa
3. Implementazione dei meccanismi previsti nel Trattato e degli organi di applicazione dello stesso. Avvio di prime azioni dimostrative in favore della Diversità Culturale, dando avvio a dei panel di arbitrato su alcuni casi palesi di violazione del diritto alla Diversità culturale.
4. Avvio di un'azione politica di convincimento presso le Autorità europee per l'inclusione della clausola di salvaguardia della Diversità Culturale in tutti i futuri accordi di cooperazione, nelle condizioni di adesione, nei rapporti con tutti gli stati terzi.
Fine primo semestre 2007: bilancio di un primo anno e mezzo di esistenza della Coalizione italiana per la diversità culturale
domenica 12 giugno 2005
Gianni Profita : SIAE E RAI INSIEME PER LA DIVERSITA' CULTURALE

Il Direttore Generale della SIAE, Gianni PROFITA, in occasione dell’Assemblea per l’approvazione del bilancio della RAI (di cui la SIAE è azionista di minoranza), ha invitato la RAI ad aderire alla "Coalizione Italiana per la Diversità Culturale", in stretta collaborazione con la SIAE, contribuendo alla creazione di un prodotto originale di espressione italiana musicale, teatrale, cinematografica, radiofonica e televisiva, analogamente a quanto già stanno realizzando altri broadcasters pubblici europei (BBC, France Television, ecc.) L’Assemblea Costituente della "Coalizione Italiana per la Diversità Culturale", si terrà a Roma il 22 giugno, presso la Biblioteca del Senato. Nel mondo già esistono 24 Coalizioni Nazionali cui perlopiù hanno dato vita le Società di Autori di altrettanti Paesi, con l’obiettivo primario di affermare l’autonomia dell’industria culturale dai trattati commerciali internazionali. Già nel 1996, a conclusione del Trattato istitutivo dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, fu trovato un accordo per escludere i prodotti culturali, poiché la cultura non può essere considerata un bene di consumo pari ad un qualsiasi prodotto commerciale. La Coalizione Italiana nasce in vista della Convenzione per la Diversità dell’espressione artistica e culturale, che sarà varata dall’UNESCO (l’organizzazione delle nazioni unite per l’educazione, la scienza, la cultura e la comunicazione) entro il mese di ottobre. Obiettivo del Comitato Promotore italiano per la Diversità Culturale è l’adesione di tutte le associazioni culturali italiane all’iniziativa: dagli enti pubblici a quelli privati, dalle associazioni professionali alle Fondazioni.
martedì 7 giugno 2005
Il Direttore Generale della Siae Gianni Profita alla Giornata Mondiale della Proprietà Intellettuale

Gianni Profita Direttore generale della Siae ha partecipato alla Giornata Mondiale della Proprietà Intellettuale, nella Sala dello Stenditoio del Complesso Monumentale di San Michele a Ripa dove il 7 giugno si è tenuto un interessante convegno, che ha analizzato a trecentosessanta gradi il tema del diritto d'autore e della lotta alla contraffazione e alla pirateria.
Durante il Convegno sono stati presentati i risultati dell'indagine, condotta dall'Istituto per gli Studi sulla Pubblica Opinione di Renato Mannheimer, sul tema "Gli italiani e la proprietà intellettuale": una fotografia della percezione che nel nostro Paese si ha del fenomeno della pirateria e dell'entità del danno da esso causato allo Stato e al mercato del lavoro. Ne è emerso che solo un intervistato su tre (il 28% del campione) la considera un'azione grave come il furto.
All'importante appuntamento hanno partecipato autorità, esperti del settore e, naturalmente, elementi delle Forze di Polizia - rappresentate dal generale Baldassare Favara (Arma dei Carabinieri), da Luigi De Sena (Vice Capo della Polizia), dal generale Francesco Antonio Cerreta (Guardia di Finanza), e da Domenico Vulpiani (Polizia Postale) - chiamate a contrastare la pirateria: una lotta sempre più complessa, a causa dell'incessante evoluzione delle nuove tecnologie.Per contrastare la pirateria occorre educare gli utenti al rispetto delle opere dell'ingegno. E' questo il punto su cui si sono trovati d'accordo tutti oggi, a Roma, alla Giornata dedicata alla proprietà intellettuale organizzata dal Ministero per i Beni e le Attività culturali e dall'OMPI. Sono tre le armi più importanti per combattere efficacemente la pirateria secondo il Ministro Rocco Buttiglione: "Far crescere il commercio informatico spiegando ai cittadini che quello che si trova in rete è un bene che si compra; distinguere tra il ragazzo che scarica da Internet e la pirateria in mano alla criminalità organizzata. E, da parte di tutti deve essere riconosciuto il valore del diritto d'autore, anche varando campagne informative per proteggere la creatività e la libertà dell'essere umano. Se l'autore di un'opera d'ingegno non ottiene un guadagno dalla distribuzione del suo prodotto presto nessuno sarà più interessato a realizzare opere". Per la SIAE è intervenuto, nel corso della giornata, il Direttore Generale Gianni Profita, che ha sottolineato come la Società "stia sviluppando progetti di educazione per comunicare l'importanza del diritto d'autore, nei quali occorre un coinvolgimento del Ministero per l'Istruzione perché la consapevolezza dei più giovani può aumentare iniziando proprio dalla scuola". Inoltre, ha aggiunto, la tutela del diritto d'autore non può aver luogo in una logica puramente commerciale; per questo motivo occorre che si focalizzi l'attenzione sui temi dell'Identità culturale di ogni nazione. Parlare dell'eccezione culturale, infatti, significa "affermare l'autonomia dell'industria culturale dai trattati commerciali internazionali, poiché la cultura non può essere considerata un bene di consumo pari ad un qualsiasi prodotto". Anche il ministro dell'Innovazione e della Tecnologia Lucio Stanca ha precisato che "Internet non può essere un Far west perché se è vero che consente una crescita culturale del Paese, è altrettanto vero che sono necessarie regole con la collaborazione di tutti i soggetti interessati, dagli autori agli editori, ai distributori, ai consumatori". A tale proposito il ministro Stanca ha annunciato per gennaio 2006 una sessione della Conferenza Ocse sul tema "Contenuti digitali: minaccia o opportunità?" Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti ha aggiunto che ultimamente "il governo anche attraverso una campagna di comunicazione ha voluto sottolineare che la pirateria è un atto grave, capace di creare un danno economico di un miliardo e 300 milioni di euro all'anno e di intaccare alle radici la produzione artistica e il lavoro intellettuale". L'Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale - OMPI - era rappresentata da Carlotta Graffigna, che ha indicato i danni economici e d'immagine delle aziende, la riduzione di occupazione e di gettito fiscale, di sfruttamento di lavoro minorile provocati dalla pirateria. Una situazione a cui l'OMPI sta cercando da anni di opporsi, promuovendo la conoscenza dell'argomento e istituendo particolari momenti di discussione, quali la Giornata Mondiale della Proprietà Intellettuale. Una maggiore diffusione del tema è quanto viene auspicato da ogni parte, soprattutto in riferimento ai giovani, verso i quali il Governo ha già avviato una campagna di sensibilizzazione. Del resto, dalla ricerca presentata nel corso del convegno da Renato Mannheimer, dal titolo "Gli italiani e la Proprietà Intellettuale", emerge come siano proprio i giovani, e in generale gli utilizzatori di Internet, a non riconoscere nel downloading selvaggio una violazione del diritto d'autore e ad essere più "accondiscendenti" nei confronti di questo illecito dimostrando una scarsisssima consapevolezza del problema. Durante il convegno condotto da Bruno Vespa, oltre al ministro Buttiglione, al ministro Stanca, al sottosegretario Bonaiuti, a Carlotta Graffigna sono intervenuti anche il sottosegretario alle Comunicazioni Paolo Romani e i diversi rappresentanti delle associazioni, tra i quali Luciano Daffarra (FAPAV), Federico Motta (AIE), Enzo Mazza (FPM e FIMI) e Umberto Paolucci (BSA)
mercoledì 1 giugno 2005
Tesi su "Il Cinema e la Tutela dell'Opera dell'Ingegno" discussa alla Luiss col Prof. Gianni Profita
Francesco Giudici ha discusso con il Prof. Gianni Profita una stimolante tesi nell'ambito della Facoltà di Scienze della Comunicazione e delle Relazioni Istituzionali della Luiss. Ecco l'abstract: “Il cinema è un’invenzione senza avvenire”, così recita una frase emblematica di Louis Lumiere, uno dei padri fondatori del moderno cinematografo. A distanza di più di un secolo da quando tale dichiarazione è stata rilasciata, possiamo a gran voce rispondere che Louis Lumiere si sbagliava, e di grosso anche. E’ innegabile, infatti, che il medium cinema sin dal momento in cui ha visto le sue prime luci, nella seconda metà del XIX° secolo, ha dimostrato la sua forza ed il suo enorme potenziale di coinvolgimento di massa. Il successo è maturato col tempo. E’ nel corso degli anni che, infatti, il cinema si è mostrato per quello che era e che poteva essere: un medium potentissimo dotato di una forza d’attrazione senza eguali. Il cinema non è un’invenzione senza avvenire: oggi, infatti, si può parlare di “fenomeno cinematografico”, con particolare riferimento al suo carattere universale ed alla sua capacità di sviluppare intorno a sè un business di proporzioni sconcertanti. Sulla scorta di questa premessa, il seguente lavoro si propone di indagare, nella prima parte, i caratteri peculiari del medium cinema e la situazione del mercato cinematografico Italiano ed Europeo e, nella seconda, di analizzare gli aspetti più importanti e le linee guida della normativa vigente in materia di tutela del diritto d’autore. Questa trattazione nasce e si sviluppa lungo due direttrici principali; nella prima sezione si è cercato di fornire una risposta a quesiti quali: che cos’è il cinema? Quali e quanti passaggi ci sono fra il primo ciak e l’anteprima? Esistono delle strategie che guidano produttori e registi nella scelta del soggetto, del tema da affrontare e, addirittura, delle modalità secondo le quali promuovere e distribuire un film? E poi, ancora, qual è la situazione del mercato cinematografico ed audiovisivo nel Belpaese? E in Europa? Cosa c’è alla base della forte “invadenza” delle produzioni statunitensi nel mercato nazionale ed europeo? Si è cercato di indagare e di mettere in luce quelle che sono le criticità attuali e le prospettive future della nostra cinematografia; è emerso, in particolar modo, un dato davvero inquietante che corrisponde, a detta di molte eminenti personalità del settore, al preoccupante fenomeno della pirateria. La seconda parte, che ha il compito di portare a termine la trattazione, ha per oggetto l’esposizione della normativa vigente posta a tutela delle opere dell’ingegno e dei titolari dei diritti in questione. Dopo un excursus storico riguardante l’evoluzione della normativa e i suoi fondamenti costituzionali, ci si è preoccupati di proiettare una luce chiarificatrice sugli aspetti più rilevanti della legislazione vigente (la LDA del 22 Aprile 1941, n. 633), sugli aspetti specifici della tutela, sui soggetti riconosciuti titolari e su quelli preposti alla tutela del diritto d’autore e degli strumenti di cui ci si può avvalere. Il riferimento al settore cinematografico ed audiovisivo rappresenta, del resto, una costante di questa trattazione insieme a quella riguardante l’evoluzione che, da qualche anno, sta interessando la nostra società: un processo evolutivo che inequivocabilmente ci guida verso la società dell’informazione, in cui Internet e le nuove tecnologie rappresentano la “formula magica” per il presente e le chiavi lettura del futuro. Il lavoro svolto, come già riportato, è articolato secondo due direttrici principali quindi: la prima, avente come oggetto il cinema e, la seconda, la tutela dell’opera dell’ingegno. Data, pertanto, la natura “composita” di questa trattazione, e poiché molti e diversi sono stati i temi di cui si è trattato, anche se strettamente interconnessi fra loro, al termine di essa sono risultate d’obbligo alcune considerazioni conclusive, sia in merito alla prima che alla seconda parte. Con particolare riferimento alla prima parte, i temi sui quali si è cercato di focalizzare l’attenzione e per i quali si è tentato di “indagare” ed “indicare” le cause fondamentali e le soluzioni più plausibili per porvi rimedio, sono essenzialmente due: la forte invadenza delle produzioni statunitensi nel mercato nazionale ed europeo e il drammatico, quanto preoccupante, fenomeno della pirateria.
giovedì 19 maggio 2005
Fumata nera all'Assemblea della Rai con la Siae rappresentata da Gianni Profita
Rinviata al 31 maggio l'Assemblea degli azionisti Rai, che si è riunita oggi sotto la presidenza del consigliere di amministrazione Angelo Maria Petroni. Il ministero dell'Economia era rappresentato da Leonilde Vitolo e la SIAE da Gianni Profita.
Durante l'Assemblea, il ministero avrebbe potuto indicare, in quanto azionista, i restanti due membri del
Cda, tra cui il presidente che, come previsto dalla Legge Gasparri, dovrà poi ottenere il gradimento da parte di almeno i due terzi della Commissione parlamentare di Vigilanza.
Evidentemente è mancato l'accordo e bisognerà aspettare altre due settimane, prima di sapere chi occuperà la poltrona più ambita di Viale Mazzini.
Secondo alcune fonti, solo la prossima settimana il ministro Domenico Siniscalco presenterebbe la lista dei due componenti del Cda di sua competenza.
Intanto esprime soddisfazione il Ministro delle Comunicazioni Mario Landolfi per i 7 componenti del Cda Rai votati ieri dalla Commissione parlamentare di Vigilanza.
Dopo diversi rinvii, i consiglieri della Vigilanza sono riusciti a pervenire a un'intesa sui nomi di: Marco Staderini (Udc), Giovanna Bianchi Clerici (Lega), Gennaro Malgieri (An), Giuliano Urbani (Forza Italia), Carlo Rognoni (Ds), Nino Rizzo Nervo (Margherita) e Sandro Curzi (Rifondazione).
Il ministro è poi tornato nuovamente sulle richieste dell'opposizione, che chiede un direttore generale di garanzia. Landolfi ha risposto che il Dg della Rai è una figura di gestione, diversa da quella del presidente.
"Non riguarda l'indirizzo politico ed editoriale sul quale è invece necessaria una figura di garanzia. A tale riguardo serve solo una corretta gestione", ha precisato. Per Landolfi, chiedere un direttore generale di garanzia significa dire una cosa e pensare a lottizzare.
Ma pare proprio che su questo punto il centrosinistra non intenda negoziare. Il leader del centrosinistra Romano Prodi è fermo sulla richiesta di un presidente e di un direttore generale con funzioni di garanzia.
Proprio ieri, Paolo Gentiloni (Margherita) al termine della seduta della Commissione, ha dichiarato: "Siamo per una soluzione rapida che preveda come presid
ente e direttore generale due figure di equilibrio".
Beppe Giulietti (Ds) ha annunciato una riunione del centrosinistra per valutare le proposte del governo su le due figure chiave per la gestione dell'emittente, che dovranno seguire anche tutto il processo di privatizzazione dell'azienda.
"Quando il governo avanzerà la proposta per il presidente e il direttore generale ci riuniremo con Prodi e io mi atterrò alle decisioni prese", ha detto Giulietti.
Tra le possibilità ventilate, ci sarebbe spazio per un'ipotesi che prevedrebbe il nome di Claudio Petruccioli alla presidenza che, stando ai rumor, raccoglierebbe un largo consenso anche tra le file della CDL. Con Petruccioli, il nome del prossimo Dg potrebbe essere quello di Alfredo Meocci, consigliere uscente dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, politicamente vicino all'Udc e a Silvio Berlusconi. Qualcuno ha parlato anche della riconferma di Flavio Cattaneo.
mercoledì 11 maggio 2005
Gianni Profita Direttore Generale della Siae "precisa" dopo le dichiarazioni del Direttore Generale Enzo Mazza della FIMI.
Gianni Profita Direttore Generale della Siae "precisa" dopo le dichiarazioni del Direttore Generale Enzo Mazza della FIMI.
"Ho letto su “Italia Oggi” di ieri 10 maggio, che la Fimi ha chiesto di “porre fine all’esclusiva della SIAE nella gestione dei diritti d’autore prevista dall’art.180 della legge sul diritto d’autore”. Premesso che non è chiaro a quali “dubbi sollevati dalla Commission europea” la richiesta possa far seguito, vorrei precisare che in tutta Europa e nel mondo esistono Società d’Autori che, nei rispettivi settori artistici (musica, letteratura, teatro ecc.), svolgono in esclusiva l’attività di intermediazione dei diritti economici degli autori ed editori. A questo proposito è opportuno rilevare che a Madrid, dove mi trovo e dove oggi, 11 maggio, si conclude il IV Incontro Internazionale per la diversità culturale, è giunta chiara la riaffermazione (da parte dei rappresentanti delle organizzazioni culturali di oltre 60 Paesi) della specificità nazionali delle rispettive legislazioni sul diritto d’autore.
In Italia la disciplina legislativa che riguarda la SIAE è stata più volte valutata e ritenuta legittima dalla Corte Costituzionale ed anche dall’Autorità Antitrust.
Il ruolo della SIAE è fondamentale per la tutela dei titolari dei diritti d’autore in Italia e nel mondo, anche in forza dei contratti di reciproca rappresentanza che, da molti anni, intercorrono con le Società di Autori estere e che assicurano la possibilità di un’efficace tutela del diritto d’autore a livello mondiale.
Gianni Profita
Direttore Generale della Siae
"Ho letto su “Italia Oggi” di ieri 10 maggio, che la Fimi ha chiesto di “porre fine all’esclusiva della SIAE nella gestione dei diritti d’autore prevista dall’art.180 della legge sul diritto d’autore”. Premesso che non è chiaro a quali “dubbi sollevati dalla Commission europea” la richiesta possa far seguito, vorrei precisare che in tutta Europa e nel mondo esistono Società d’Autori che, nei rispettivi settori artistici (musica, letteratura, teatro ecc.), svolgono in esclusiva l’attività di intermediazione dei diritti economici degli autori ed editori. A questo proposito è opportuno rilevare che a Madrid, dove mi trovo e dove oggi, 11 maggio, si conclude il IV Incontro Internazionale per la diversità culturale, è giunta chiara la riaffermazione (da parte dei rappresentanti delle organizzazioni culturali di oltre 60 Paesi) della specificità nazionali delle rispettive legislazioni sul diritto d’autore.
In Italia la disciplina legislativa che riguarda la SIAE è stata più volte valutata e ritenuta legittima dalla Corte Costituzionale ed anche dall’Autorità Antitrust.
Il ruolo della SIAE è fondamentale per la tutela dei titolari dei diritti d’autore in Italia e nel mondo, anche in forza dei contratti di reciproca rappresentanza che, da molti anni, intercorrono con le Società di Autori estere e che assicurano la possibilità di un’efficace tutela del diritto d’autore a livello mondiale.
Gianni Profita
Direttore Generale della Siae
martedì 3 maggio 2005

Gianni Profita .Direttore generale della Siae- ha inaugurato oggi la mostra “Le viole di Eleonora Duse” che proseguirà gratuitamente fino al 1° luglio al Museo e Raccolta teatrale del Burcardo di Roma. Nell' occasione è stato presentato anche il profumo con il nome "E. Duse". Su ogni confezione è apposto lo speciale bollino SIAE che attesta la tiratura e l’autenticità del prodotto. “L’accostamento del bollino a questo profumo – ha detto il Direttore Generale della SIAE, Gianni Profita - rappresenta una forma di tutela della creatività in un settore nuovo rispetto al tradizionale ambito di controllo delle opere dell’ingegno, un’iniziativa che rappresenta un ulteriore passo avanti nella lotta della contraffazione”. La ricetta del profumo, ritrovata in una delle lettere dell’attrice datata 1910, è stata ricreata da Laura Tonatto, “naso” italiano tra i più raffinati insieme alla storica dell’arte Alessandra Marini che hanno prodotto un vero“ritratto olfattivo” della divina Eleonora. Nell'etichetta della bottiglia sono riprodotti l'autografo, quasi dipinto nel suo inchiostro viola, e l'attrice in una foto di scena del 1901 di Gio Batta Sciutto conservata al Burcardo. La linea “E.Duse” è in vendita al Museo di Via del Sudarioe da TAD a via del Babuino. Chi visita la mostra potrà scoprire accessori e oggetti d'epoca, cartoline e calendarietti appartenuti alla Duse nei quali si ritrova la stessa passione per la viola, un fiore che evoca la passione tra l’attrice e Gabriele D’Annunzio (Nella foto da sinistra la direttrice del Burcardo Maria Teresa Iovinelli, Laura Tonatto, il DG Gianni Profita, Alessandra Marini).
martedì 1 marzo 2005
Incontro Lucio Dalla e Gianni Profita
mercoledì 9 febbraio 2005
Profita presenta al Sindaco Veltroni i dati dello spettacolo a Roma nel 2004 al Sindaco Veltroni

E’ stato presentato questa mattina in Campidoglio il rapporto su "Lo Spettacolo a Roma 2004," un’analisi dei dati sull’andamento della spesa e dell’affluenza del pubblico nei luoghi di attività culturali e sportive sul territorio di Roma, resa possibile dalla collaborazione tra la SIAE ed il Comune di Roma. La SIAE, grazie alla sua presenza capillare sul territorio, è in grado di rilevare quotidianamente le varie utilizzazioni delle opere nel nostro Paese, realizzando un’attenta attività di monitoraggio nei settori dello spettacolo e dello sport. In questa circostanza particolare, la Sede di Roma si è potuta avvalere di un sistema innovativo di rilevazione che ha permesso di raccogliere i dati relativi ai venti Municipi cittadini, presi nella loro singolarità, con aggiornamenti su base trimestrale. Oggetto dell’analisi i corrispettivi (il volume finanziario che si muove intorno al fenomeno dello spettacolo, costituito anche da sponsorizzazioni, contributi e pubblicità), la spesa da parte del pubblico, il numero degli eventi di spettacolo, i biglietti rilasciati e le presenze. Si tratta di una novità assoluta in Italia, che permetterà di monitorare costantemente la fruizione della cultura e dello spettacolo da parte del pubblico su tutto il territorio del Comune e di intervenire tempestivamente per migliorare sempre più la qualità ed i motivi di interesse per l’offerta. In una città dove si sono creati nuovi spazi per lo spettacolo e la cultura come l’Auditorium Parco della Musica, la Casa del Cinema, la Casa dei Teatri, il SilvanoToti-Globe Theatre, il Teatro del Lido ad Ostia e dove si susseguono manifestazioni di grande impatto sociale e culturale, dalla Notte Bianca, all’Estate Romana, la spesa del pubblico si attesta intorno al 33% per il cinema, al 25% per la categoria balli e concertini, al 17% per il teatro, all’11% per la concertistica. Raffrontando i dati l’attività culturale romana con tutta l’Italia, “emerge il significativo peso che Roma riveste nell’ambito dell’offerta nazionale dello spettacolo, pari a oltre il 13% dell’attività teatrale, e di oltre l’8% di quella concertistica e cinematografica”. E’ quanto ha voluto sottolineare il Sindaco di Roma, Walter Veltroni, intervenuto alla presentazione del volume insieme al Direttore Generale della SIAE Gianni Profita, che ha posto in evidenza come un simile genere di analisi possa sfatare completamente il luogo comune di Roma, città di attrazione turistica dal punto di vista della storia e della bellezza dei luoghi, ma priva di vita culturale: “L’analisi presentata oggi dimostra che la vita culturale di Roma può vantare un’offerta variegata ed in grado di competere con le maggiori città del mondo”. Presenti anche l’Assessore alle Politiche Culturali del Comune Gianni Borgna, Marina Landi, Direttore della Sede SIAE di Roma e Giovanna Marinelli, Direttore del Dipartimento Politiche Culturali e dello Sport del Comune di Roma, che hanno fornito anche un’informativa “tecnica” su questo primo risultato di una collaborazione tra la SIAE ed un Ente locale. (nella foto: da sinistra Gianni Profita Direttore Generale SIAE, Gianni Borgna assessore alle Politiche culturali e il sindaco Walter Veltroni).
sabato 22 gennaio 2005
GIANNI PROFITA, Direttore generale della SIAE per LUMSA News
INTERVISTA A GIANNI PROFITA, Direttore generale della SIAE per “Lumsa news”
- Tra le sfide che la SIAE ha davanti a sé, c’è sicuramente la tutela del diritto d’autore in rete.. Quale è il ruolo della SIAE al riguardo?
La SIAE è stata una delle prime Società d’Autori al mondo a offrire una licenza per l’utilizzo legale della musica in rete e da quella prima licenza ne ha messe a punto altre che si sono rilevate agili strumenti per regolare i diritti d’autore su Internet. In particolare nel settore della telefonia mobile recentemente sono stati perfezionati gli accordi con i quattro operatori italiani (Tim,Vodafone, Wind e H3G), che si sono aggiunti a quelli sottoscritti con circa 50 operatori “indipendenti”. Naturalmente la tutela è estesa a tutte le opere protette: dal cinema alla letteratura, dalle arti visive, al teatro. La tecnologia ogni giorno mette sul mercato nuovi strumenti di fruizione delle opere ed è nostro compito far sì che alla diffusione di queste ultime corrisponda un compenso per chi le ha create. E’ interesse di tutti che si continui a produrre cultura e ciò può accadere solo se gli autori vengono retribuiti come tutti gli altri lavoratori.
Secondo uno studio recente, commissionato dall’Ue alla CISAC (l’organismo che riunisce le Società d’autori e compositori di tutto il mondo) il diritto d’autore rappresenta oltre il 5% del Pil europeo. In questo contesto l’intermediazione delle Società di Autori è fondamentale, poiché garantisce un giusto equilibrio tra tutti gli interessi in gioco.
- Quali sono stati i primi passi per la tutela delle opere in rete?
Come le dicevo la SIAE ha subito risposto alla sfida tecnologica con fatti concreti e i risultati si vedono. La Società Italiana ha inoltre cercato alleanze strategiche in ambito internazionale, fondando - con altre grandi Società di Autori (l’americana BMI, la tedesca GEMA, la francese SACEM, la spagnola SGAE) -FastTrack, The Digital Copyright Network, un organismo internazionale che ha tra gli obietti primari la condivisione delle tecnologie dell’informazione e l’offerta di servizi on line ai propri associati, come la dichiarazione delle opere, la concessione di licenze, per arrivare ad un sistema globale di gestione di diritti d’autore.
Quando un’opera deve essere utilizzata cosa bisogna fare?
La SIAE è molto attenta ai rapporti con gli utilizzatori delle opere che sono affidate alla sua tutela e per facilitare le utilizzazioni del repertorio, ha sviluppato un’intensa “politica degli accordi”. Per far questo bisogna conoscere profondamente le realtà del Paese e avvicinarsi con collaborazione, questo è reso possibile sia dal lavoro degli uffici centrali sia di quelli capillari che costituiscono la grande rete Siae in tutta l’Italia. Quando parlo di accordi: penso a quelli stretti nel settore del no- profit (tra la SIAE e le maggiori rappresentanze del volontariato e dell’associazionismo sociale), a quelli con tutti comuni italiani, a quello molto importante concluso con la Conferenza Episcopale italiana, accordo (firmato dallo stesso Cardinale Ruini) che rappresentò una novità assoluta nel rapporto tra i due Enti. Con quell’intesa fu previsto un sistema tariffario unico a livello nazionale, che facilita tutt’oggi il pagamento dei diritti dovuti in occasione delle manifestazioni musicali organizzate da Diocesi, Parrocchie ed Enti ecclesiastici.
Mi preme, poi, ricordare proprio per “Lumsa news”, l’accordo firmato con la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI)e con il Ministero della Pubblica Istruzione per regolare i diritti dovuti per la fotocopiatura dei libri nelle biblioteche universitarie e scolastiche. Quello delle fotocopie è un problema delicato: intanto va detto che il costo dei diritti non pesa sui ragazzi, ma sulle istituzioni scolastiche e poi è proprio dalla scuola che deve nascere la cultura del diritto d’autore: perché appropriarsi del lavoro altri senza retribuzione? Secondo uno studio dell’AIE (l’Associazione Italiana Editori) i danni provocati dalle cosiddette “fotocopie selvagge” si possono stimare in non meno di 315 milioni di euro per l’intera “filiera” editoriale:quindi non solo per gli autori, ma anche per le case editrici, le librerie, i distributori…
- Cosa ci può dire in particolare dei rapporti tra la SIAE e la Cina?
La SIAE è stata una delle prime Società d’Autori ad aver avviato, sin dal 1982, concreti rapporti di cooperazione con gli organismi cinesi per la tutela del diritto d’autore, sia per la realizzazione di un sistema normativo di protezione delle opere dell’ingegno, sia per la costituzione di una società di gestione cinese per la tutela dei diritti d’autore (avvenuta nel 1992 con la nascita della MCSC, la Music Copyright Society of China, con cui la SIAE ha stipulato un contratto di reciproca rappresentanza in materia di diritti di pubblica esecuzione musicale).
Inoltre, la SIAE ha stabilito dei contatti anche con gli organismi statali che si occupano di proprietà intellettuale e di recente uno dei miei primi impegni in SIAE è stato il ricevimento di una delegazione del Comitato Centrale del Partito Comunista cinese, per un esame congiunto delle più attuali forme di gestione e di tutela dei diritti d’autore, anche a seguito dei più recenti accordi tra l’Unione Europea e la Cina nella lotta alla contraffazione. Purtroppo la pirateria di provenienza asiatica è a livelli di guardia e negli ultimi sette anni ha danneggiato l’Italia nello scenario europeo per 8 miliardi di euro.
- Prima di assumere la direzione generale della SIAE, lei è stato direttore per il Cinema del Ministero dei Beni Culturali. Come ha affrontato l’Italia, in particolare durante il semestre di presidenza europeo, i problemi del nostro cinema, quali: l’invasione americana, la scarsa capacità di produttori e distributori di vendere al di fuori dei propri confini? Che cosa ci può dire, invece, del futuro della politica europea dell’audiovisivo? A che punto è il dibattito?
Il semestre di Presidenza dell’Unione Europea è stato un anno decisivo per la Direzione Generale del Cinema e per il Ministero dei Beni Culturali. Si è ritenuto importante aprire un confronto sulla politica europea dell’audiovisivo con i maggiori esponenti dell’industria cinematografica e audiovisiva d’Europa, per cercare soluzioni adeguate alle diverse problematiche del settore, ho lavorato ad accord di coproduzione che hanno dato risultati anche immediati, come nell Regno Unito, la Spagna, l’India, l’Argentina, e che ne daranno con la Russia , la Germania, la Turchia e l’Ungheria. (In questo contesto va ad inserirsi la recente adozione del nuovo programma di sostegno europeo Media (Media 2007) – cui l’Italia ha dato un particolare impulso – che regolerà i finanziamenti al cinema europeo fino al 2013, con un budget quasi raddoppiato per i prossimi anni)
Ma parliamo di Siae: per il cinema ci sono buone notizie. Dall’entrata in vigore della legge sull’equo compenso che ha riconosciuto i diritti a tutti gli autori dell’opera cinematografica ogniqualvolta viene utilizzata, la SIAE ha ripartito ben 60 milioni di euro, facendo un lavoro certosino e andando a cercare i cosiddetti aventi diritto per far avere loro il dovuto.
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