venerdì 1 luglio 2005

Piano di azione della Coalizione Italiana per la Diversità Culturale, Novembre 2005 - maggio 2007

CALENDARIO ISTITUZIONALE per l'implementazione del percorso per l'approvazione del Trattato sulla Diversità culturale a cura di Gianni Profita:
-ottobre 2005: Conferenza Generale UNESCO a Parigi (3-21/X/05)
con approvazione o rinvio del Trattato sulla Diversità Culturale
-(in caso di esito favorevole):
novembre 2005: Pubblicazione del Trattato e sua trasmissione ai governi membri dell'UNESCO
-novembre 2005: Decisione della Commissione Europea a proposito dell'eventuale apertura del mercato dei diritti d'autore alla concorrenza 
-novembre 2005 / marzo 2006: Processo di ratifica da parte del Consiglio Europeo 
e da parte dei 25 governi della U.E., oltre che dei paesi con cui sono
aperti negoziati di adesione (Bulgaria, Romania, Croazia, Turchia...)
-primavera 2006: Appena 30 paesi avranno ratificato il Trattato, esso entrerà in vigore
E l'UNESCO dovrà a questo punto creare un Consiglio per la messa in opera del Trattato ed avviare un monitoraggio della situazione nei vari paesi del mondo in materia di diversità culturale
-giugno 2006: L'Unione Europea notificherà all'OMC - Organizzazione Mondiale del Commercio l'esistenza di questo trattato ed i vincoli che ne derivano.
-giugno 2006 (?): Apertura formale del Doha round, cioè del nuovo ciclo di negoziati per estendere la liberalizzazione dal settore del commercio anche a quello dei servizi, ivi inclusi quelli audiovisivi.
-2006-2007: Si prevede che i negoziati durino almeno un anno (ma l'ultima volta ne durarono tre). Nel frattempo le Coalizioni per la Diversità Culturale del mondo dovranno intensificare la loro opera di sensibilizzazione presso l'opinione pubblica mondiale sui problemi della salvaguardia della Diversità culturale.

AZIONI DA SVOLGERE IN RELAZIONE AL CALENDARIO ISTITUZIONALE
-novembre 2005: Pubblicazione del Trattato e sua trasmissione ai governi membri dell'UNESCO
Decisione della Commissione Europea a proposito dell'eventuale apertura del mercato dei diritti d'autore alla concorrenza: 
1. Azioni di sensibilizzazione dell'opinione pubblica italiana per informare dell'avvenuta approvazione in sede UNESCO del trattato in questione
2. Riunioni delle Coalizioni nazionali per stabilire un piano d'azione comune
3. Manifestazione pubblica dei governi europei per marcare il risultato ottenuto (a Parigi?)
4. Delegazioni delle Coalizioni nazionali presso i Commissari CE coinvolti (Figel cultura e Mandelson Commercio Estero) per concordare linee d'azioni comuni
5. Traduzione del testo del Trattato nelle lingue ufficiali dell'Unione Europea e loro consegna all'UNESCO ed ai governi nazionali
6. Consegna del testo del Trattato ai Presidenti dei Parlamenti ed ai Ministri dei rapporti con il Parlamento nei 25 paesi dell'Unione e nei paesi in corso di adesione
7. Azioni di sensibilizzazione dell'opinione pubblica nazionale alle decisione prese in sede europea a proposito di liberalizzazione in materia di diritto d'autore

Novembre 2005 / marzo 2006: Processo di ratifica da parte del Consiglio Europeo 
e da parte dei 25 governi della U.E., oltre che dei paesi con cui sono
aperti negoziati di adesione (Bulgaria, Romania, Croazia, Turchia...):
1. Azioni di sensibilizzazione dell'opinione pubblica italiana per informare dell'avvio del processo di ratifica da parte dei Parlamenti nazionali del trattato in questione
2. Riunioni delle Coalizioni nazionali per stabilire un piano d'azione comune per accelerare i processi di ratifica
3. Delegazioni delle Coalizioni nazionali presso la Presidenza inglese di turno dell'Unione Europea e quella successiva (austriaca) per concordare linee d'azioni comuni per accelerare il processo di ratifica europea ed i processi nazionali
4. Delegazioni delle Coalizioni nazionali presso il Parlamento Europeo ed il Consiglio d'Europa per accelerare il processo di ratifica europea ed i processi nazionali
6. Consegna del testo del Trattato da parte di delegazioni di autori ai Presidenti di Camera e Senato ed ai Ministri dei rapporti con il Parlamento per chiedere impegni circa il percorso della ratifica italiana e chiedere garanzie nonostante il periodo pre-elettorale
7. Azioni di sensibilizzazione dei parlamentari europei, di quelli nazionali e dell'opinione pubblica europea e nazionale sul processo di ratifica del Trattato sulla Diversità Culturale

Primavera 2006: Appena 30 paesi avranno ratificato il Trattato, esso entrerà in vigore
E l'UNESCO dovrà a questo punto creare un Consiglio per la messa in opera del Trattato ed avviare un monitoraggio della situazione nei vari paesi del mondo in materia di diversità culturale:
1. Rimessa formale da parte di una delegazione di personaggi illustri della Coalizione italiana del testo in italiano del Trattato ai vertici UNESCO e, con l'occasione, richiesta di un forte ruolo per l'Italia nella Commissione incaricata della messa in opera del trattato e nel monitoraggio della situazione mondiale della Diversità culturale
 2. Riunioni delle Coalizioni nazionali per stabilire un piano d'azione comune nei confronti dell'UNESCO per garantire una rapida messa in opera del Trattato e degli strumenti attuativi in esso previsti
3. Delegazioni delle Coalizioni nazionali presso i Comitati Nazionali UNESCO per ampliare l'opera di sensibilizzazione a tutti i settori del mondo della cultura e delle industrie culturali
4. Rafforzamento della rappresentatività della Coalizione nazionale italiana attraverso l'entrata nell'associazione di tutte le associazioni e gli enti rappresentativi della cultura, dell'educazione e dell'industria culturale nazionale. Tenuta della prima assemblea nazionale della Coalizione italiana per la diversità culturale.
5. Apertura di un tavolo di trattativa con la Rai in primis e poi con gli altri organismi radiotv per l'adozione di un codice di comportamento in favore della Diversità culturale. Approfittando anche dell'apertura prevista dei negoziati per il rinnovo del Contratto di Servizio Rai-Stato e di quelli per l'adozione dei contratti di servizio Rai-regioni

Giugno 2006: L'Unione Europea notificherà all'OMC - Organizzazione Mondiale del Commercio l'esistenza di questo trattato ed i vincoli che ne derivano.

Apertura formale del Doha round, cioè del nuovo ciclo di negoziati per estendere la liberalizzazione dal settore del commercio anche a quello dei servizi, ivi inclusi quelli audiovisivi:
1. Azioni di sensibilizzazione dell'opinione pubblica italiana , del Parlamento nazionale appena rinnovato e dei negoziatori italiani in sede OMC, per informare dell'avvio del Doha round e delle sue possibili conseguenze sull'industria culturale nazionale 
2. Riunioni delle Coalizioni nazionali per stabilire un piano d'azione comune per accelerare i processi di ratifica
3. Delegazioni delle Coalizioni nazionali presso l'OMC e a Doha per concordare linee d'azioni comuni per appoggiare la richiesta europea di includere il Trattato sulla Diversità Culturale fra le norme di riferimento e le eccezioni previste dal futuro accordo sulla liberalizzazione dei servizi

2006-2007: Prosecuzione dei negoziati del Doha Round:
1. Le Coalizioni per la Diversità Culturale del mondo dovranno intensificare la loro opera di sensibilizzazione presso l'opinione pubblica mondiale sui problemi della salvaguardia della Diversità culturale 
2. Rafforzamento delle pressioni, d'intesa con le altre Coalizioni nazionali, sui governi nazionali, su Commissione, Consiglio e Parlamento europei, sul gruppo di negoziato al Doha round al fine di porre la Diversità Culturale come elemento fondamentale della trattativa
3. Implementazione dei meccanismi previsti nel Trattato e degli organi di applicazione dello stesso. Avvio di prime azioni dimostrative in favore della Diversità Culturale, dando avvio a dei panel di arbitrato su alcuni casi palesi di violazione del diritto alla Diversità culturale.
4. Avvio di un'azione politica di convincimento presso le Autorità europee per l'inclusione della clausola di salvaguardia della Diversità Culturale in tutti i futuri accordi di cooperazione, nelle condizioni di adesione, nei rapporti con tutti gli stati terzi.

Fine primo semestre 2007: bilancio di un primo anno e mezzo di esistenza della Coalizione italiana per la diversità culturale