sabato 18 dicembre 2004

Gianni Profita Direttore Generale della SIAE (Intervista al magazine di Univideo): Diritto d'autore, un patrimonio di cultura inviolabile

Il Prof. Gianni Profita , Direttore Generale Siae, ha partecipato alla Conferenza mondiale delle Società degli Autori e dei Compositori (CISAC) di Seul, della quale è stato inoltre nominato membro del Board of Directors. 
- Quali indicazioni le ha fornito una tale esperienza?
Il summit mondiale di Seul ha rafforzato la convinzione che il ruolo delle Società di Autori nello sviluppo dell’economia digitale è fondamentale e la sfida deve essere affrontata e gestita con sistemi di avanguardia, che prevedano tariffe e strumenti autorizzativi adeguati alle nuove imprenditorie digitali. A Seul è stato presentato un progetto tecnologico per consentire l’accesso ai dati principali di milioni di opere musicali, con un codice unico di identificazione valido in tutto il mondo. E’un’importante tappa per la costituzione di una rete d’informazione globale tra tutte le Società d’Autori. Ritengo, inoltre, necessaria un’incessante attività di informazione per ricostruire e talvolta costruire, attraverso un dialogo proficuo con il pubblico, la consapevolezza del valore del diritto d’autore; un diritto che paga troppo spesso la sua “immaterialità”. Va sottolineato invece che esso non solo non ostacola la circolazione delle idee, ma rappresenta anzi un formidabile contributo economico all’occupazione e alla ricchezza del nostro Paese. E nell’Unione Europea l’industria legata al diritto d’autore rappresenta oltre il 5% del Pil.
- Quale sarà il ruolo di Siae relativamente al tema della difesa dei contenuti del diritto d’autore all’interno di Internet?
La Siae, dopo aver predisposto licenze per l’utilizzazione delle opere sulle reti telematiche, ha riservato particolare attenzione alle piattaforme tecnologiche della telefonia mobile (dai ringtones agli MMS) e sta sperimentando la predisposizione di licenze unificate per diverse tipologie di opere e di servizi di distribuzione. Inoltre, sta trattando con i maggiori provider internazionali che distribuiscono musica come iTunes ( sbarcato da poco in Italia) e Od2 e anche con quelli che permettono il download di film come Wind o Rosso Alice di Telecom. Contiamo, quindi, di rivedere continuamente i meccanismi per la gestione dei diritti sulla rete, parallelamente agli sviluppi della tecnologia. Una cosa che mi preme sottolineare è l’affermazione della valenza del diritto d’autore anche su Internet. Ogni giorno si leggono attacchi anche di autorevoli opinionisti che tentano di divulgare il pensiero del “no-copyright”. Vorrei dire a questi guru del free-copyright che scrivere un film, una canzone, una trasmissione Tv o quant’altro ha la stessa dignità di ogni altro lavoro e richiede tempo, fatica e ingegno. 
- Cosa pensa del mercato audiovisivo italiano?…Non trova che Univideo sia un interlocutore duro ma onesto?
Univideo è un importante, oltre che onesto, interlocutore con cui la SIAE cerca di raggiungere i migliori accordi per la tutela dei comuni interessi, e la recente intesa per la vendita dei supporti ne è la dimostrazione. D’altra parte la valenza dell’accordo è evidente: il mercato dell’audiovisivo è stato rivoluzionato dal boom del Dvd. Come Siae possiamo rilevare che i diritti sui Dvd hanno registrato un aumento del 225% e quelli per i video musicali su Dvd del 133%. Un vero successo. Pertanto, il mercato audiovisivo è sempre più integrato. Il fenomeno dei Dvd musicali, che sta esplodendo in termini commerciali, è la dimostrazione lampante del fatto che le barriere artificiali tra l’industria delle immagini e quella della musica, sotto il profilo commerciale, stanno venendo meno. Nel cinema, ad esempio, non è raro che la parte pregiata sia costituita dalle colonne sonore e che proprio queste condizionano, talvolta, le migliori possibilità di sfruttamento economico dell’opera nel lungo periodo.
- Cosa si attende dal 2005?
Nel 2004 siamo riusciti a ripartire 60 milioni di Euro ai nostri autori cinematografici, con la raccolta dell’equo compenso dalle emittenti Tv. La strada per completare gli accordi per l’equo compenso è però ancora lunga e spero che il 2005, ormai alle porte, sia un anno decisivo. Così, mentre per gli utilizzatori la Siae si afferma sempre più uno sportello unico per lo spettacolo, nel fronte della tutela è fondamentale diffondere quella che chiamerei la cultura del diritto d’autore, fin dalla scuola media. Per questo compito ritengo molto positiva la disponibilità offerta dai nostri autori che diventeranno veri e propri testimonial, capaci di arrivare ai giovani con il linguaggio più adeguato. In generale, però, il 2005 nei nostri programmi vorrebbe essere l’anno della consapevolezza che il diritto d’autore non rappresenta il mero presidio dell’interesse economico dei cosiddetti “aventi diritto”, ma la costante simbolica della necessità di premiare, tutelare e promuovere la produzione culturale del Paese. La specificità di ciascuna nazione è sempre più legata alla sua capacità di diffusione sotto il profilo della sua espressione artistica. L’Italia, dunque, ha moltissime carte da giocare se vorrà, come speriamo, privilegiare i suoi talenti sul proscenio internazionale. Ovviamente, in questo scenario la Siae intende svolgere, né potrebbe essere altrimenti, un ruolo di primo piano.