
domenica 12 giugno 2005
Gianni Profita : SIAE E RAI INSIEME PER LA DIVERSITA' CULTURALE

Il Direttore Generale della SIAE, Gianni PROFITA, in occasione dell’Assemblea per l’approvazione del bilancio della RAI (di cui la SIAE è azionista di minoranza), ha invitato la RAI ad aderire alla "Coalizione Italiana per la Diversità Culturale", in stretta collaborazione con la SIAE, contribuendo alla creazione di un prodotto originale di espressione italiana musicale, teatrale, cinematografica, radiofonica e televisiva, analogamente a quanto già stanno realizzando altri broadcasters pubblici europei (BBC, France Television, ecc.) L’Assemblea Costituente della "Coalizione Italiana per la Diversità Culturale", si terrà a Roma il 22 giugno, presso la Biblioteca del Senato. Nel mondo già esistono 24 Coalizioni Nazionali cui perlopiù hanno dato vita le Società di Autori di altrettanti Paesi, con l’obiettivo primario di affermare l’autonomia dell’industria culturale dai trattati commerciali internazionali. Già nel 1996, a conclusione del Trattato istitutivo dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, fu trovato un accordo per escludere i prodotti culturali, poiché la cultura non può essere considerata un bene di consumo pari ad un qualsiasi prodotto commerciale. La Coalizione Italiana nasce in vista della Convenzione per la Diversità dell’espressione artistica e culturale, che sarà varata dall’UNESCO (l’organizzazione delle nazioni unite per l’educazione, la scienza, la cultura e la comunicazione) entro il mese di ottobre. Obiettivo del Comitato Promotore italiano per la Diversità Culturale è l’adesione di tutte le associazioni culturali italiane all’iniziativa: dagli enti pubblici a quelli privati, dalle associazioni professionali alle Fondazioni.
martedì 7 giugno 2005
Il Direttore Generale della Siae Gianni Profita alla Giornata Mondiale della Proprietà Intellettuale

Gianni Profita Direttore generale della Siae ha partecipato alla Giornata Mondiale della Proprietà Intellettuale, nella Sala dello Stenditoio del Complesso Monumentale di San Michele a Ripa dove il 7 giugno si è tenuto un interessante convegno, che ha analizzato a trecentosessanta gradi il tema del diritto d'autore e della lotta alla contraffazione e alla pirateria.
Durante il Convegno sono stati presentati i risultati dell'indagine, condotta dall'Istituto per gli Studi sulla Pubblica Opinione di Renato Mannheimer, sul tema "Gli italiani e la proprietà intellettuale": una fotografia della percezione che nel nostro Paese si ha del fenomeno della pirateria e dell'entità del danno da esso causato allo Stato e al mercato del lavoro. Ne è emerso che solo un intervistato su tre (il 28% del campione) la considera un'azione grave come il furto.
All'importante appuntamento hanno partecipato autorità, esperti del settore e, naturalmente, elementi delle Forze di Polizia - rappresentate dal generale Baldassare Favara (Arma dei Carabinieri), da Luigi De Sena (Vice Capo della Polizia), dal generale Francesco Antonio Cerreta (Guardia di Finanza), e da Domenico Vulpiani (Polizia Postale) - chiamate a contrastare la pirateria: una lotta sempre più complessa, a causa dell'incessante evoluzione delle nuove tecnologie.Per contrastare la pirateria occorre educare gli utenti al rispetto delle opere dell'ingegno. E' questo il punto su cui si sono trovati d'accordo tutti oggi, a Roma, alla Giornata dedicata alla proprietà intellettuale organizzata dal Ministero per i Beni e le Attività culturali e dall'OMPI. Sono tre le armi più importanti per combattere efficacemente la pirateria secondo il Ministro Rocco Buttiglione: "Far crescere il commercio informatico spiegando ai cittadini che quello che si trova in rete è un bene che si compra; distinguere tra il ragazzo che scarica da Internet e la pirateria in mano alla criminalità organizzata. E, da parte di tutti deve essere riconosciuto il valore del diritto d'autore, anche varando campagne informative per proteggere la creatività e la libertà dell'essere umano. Se l'autore di un'opera d'ingegno non ottiene un guadagno dalla distribuzione del suo prodotto presto nessuno sarà più interessato a realizzare opere". Per la SIAE è intervenuto, nel corso della giornata, il Direttore Generale Gianni Profita, che ha sottolineato come la Società "stia sviluppando progetti di educazione per comunicare l'importanza del diritto d'autore, nei quali occorre un coinvolgimento del Ministero per l'Istruzione perché la consapevolezza dei più giovani può aumentare iniziando proprio dalla scuola". Inoltre, ha aggiunto, la tutela del diritto d'autore non può aver luogo in una logica puramente commerciale; per questo motivo occorre che si focalizzi l'attenzione sui temi dell'Identità culturale di ogni nazione. Parlare dell'eccezione culturale, infatti, significa "affermare l'autonomia dell'industria culturale dai trattati commerciali internazionali, poiché la cultura non può essere considerata un bene di consumo pari ad un qualsiasi prodotto". Anche il ministro dell'Innovazione e della Tecnologia Lucio Stanca ha precisato che "Internet non può essere un Far west perché se è vero che consente una crescita culturale del Paese, è altrettanto vero che sono necessarie regole con la collaborazione di tutti i soggetti interessati, dagli autori agli editori, ai distributori, ai consumatori". A tale proposito il ministro Stanca ha annunciato per gennaio 2006 una sessione della Conferenza Ocse sul tema "Contenuti digitali: minaccia o opportunità?" Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti ha aggiunto che ultimamente "il governo anche attraverso una campagna di comunicazione ha voluto sottolineare che la pirateria è un atto grave, capace di creare un danno economico di un miliardo e 300 milioni di euro all'anno e di intaccare alle radici la produzione artistica e il lavoro intellettuale". L'Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale - OMPI - era rappresentata da Carlotta Graffigna, che ha indicato i danni economici e d'immagine delle aziende, la riduzione di occupazione e di gettito fiscale, di sfruttamento di lavoro minorile provocati dalla pirateria. Una situazione a cui l'OMPI sta cercando da anni di opporsi, promuovendo la conoscenza dell'argomento e istituendo particolari momenti di discussione, quali la Giornata Mondiale della Proprietà Intellettuale. Una maggiore diffusione del tema è quanto viene auspicato da ogni parte, soprattutto in riferimento ai giovani, verso i quali il Governo ha già avviato una campagna di sensibilizzazione. Del resto, dalla ricerca presentata nel corso del convegno da Renato Mannheimer, dal titolo "Gli italiani e la Proprietà Intellettuale", emerge come siano proprio i giovani, e in generale gli utilizzatori di Internet, a non riconoscere nel downloading selvaggio una violazione del diritto d'autore e ad essere più "accondiscendenti" nei confronti di questo illecito dimostrando una scarsisssima consapevolezza del problema. Durante il convegno condotto da Bruno Vespa, oltre al ministro Buttiglione, al ministro Stanca, al sottosegretario Bonaiuti, a Carlotta Graffigna sono intervenuti anche il sottosegretario alle Comunicazioni Paolo Romani e i diversi rappresentanti delle associazioni, tra i quali Luciano Daffarra (FAPAV), Federico Motta (AIE), Enzo Mazza (FPM e FIMI) e Umberto Paolucci (BSA)
mercoledì 1 giugno 2005
Tesi su "Il Cinema e la Tutela dell'Opera dell'Ingegno" discussa alla Luiss col Prof. Gianni Profita
Francesco Giudici ha discusso con il Prof. Gianni Profita una stimolante tesi nell'ambito della Facoltà di Scienze della Comunicazione e delle Relazioni Istituzionali della Luiss. Ecco l'abstract: “Il cinema è un’invenzione senza avvenire”, così recita una frase emblematica di Louis Lumiere, uno dei padri fondatori del moderno cinematografo. A distanza di più di un secolo da quando tale dichiarazione è stata rilasciata, possiamo a gran voce rispondere che Louis Lumiere si sbagliava, e di grosso anche. E’ innegabile, infatti, che il medium cinema sin dal momento in cui ha visto le sue prime luci, nella seconda metà del XIX° secolo, ha dimostrato la sua forza ed il suo enorme potenziale di coinvolgimento di massa. Il successo è maturato col tempo. E’ nel corso degli anni che, infatti, il cinema si è mostrato per quello che era e che poteva essere: un medium potentissimo dotato di una forza d’attrazione senza eguali. Il cinema non è un’invenzione senza avvenire: oggi, infatti, si può parlare di “fenomeno cinematografico”, con particolare riferimento al suo carattere universale ed alla sua capacità di sviluppare intorno a sè un business di proporzioni sconcertanti. Sulla scorta di questa premessa, il seguente lavoro si propone di indagare, nella prima parte, i caratteri peculiari del medium cinema e la situazione del mercato cinematografico Italiano ed Europeo e, nella seconda, di analizzare gli aspetti più importanti e le linee guida della normativa vigente in materia di tutela del diritto d’autore. Questa trattazione nasce e si sviluppa lungo due direttrici principali; nella prima sezione si è cercato di fornire una risposta a quesiti quali: che cos’è il cinema? Quali e quanti passaggi ci sono fra il primo ciak e l’anteprima? Esistono delle strategie che guidano produttori e registi nella scelta del soggetto, del tema da affrontare e, addirittura, delle modalità secondo le quali promuovere e distribuire un film? E poi, ancora, qual è la situazione del mercato cinematografico ed audiovisivo nel Belpaese? E in Europa? Cosa c’è alla base della forte “invadenza” delle produzioni statunitensi nel mercato nazionale ed europeo? Si è cercato di indagare e di mettere in luce quelle che sono le criticità attuali e le prospettive future della nostra cinematografia; è emerso, in particolar modo, un dato davvero inquietante che corrisponde, a detta di molte eminenti personalità del settore, al preoccupante fenomeno della pirateria. La seconda parte, che ha il compito di portare a termine la trattazione, ha per oggetto l’esposizione della normativa vigente posta a tutela delle opere dell’ingegno e dei titolari dei diritti in questione. Dopo un excursus storico riguardante l’evoluzione della normativa e i suoi fondamenti costituzionali, ci si è preoccupati di proiettare una luce chiarificatrice sugli aspetti più rilevanti della legislazione vigente (la LDA del 22 Aprile 1941, n. 633), sugli aspetti specifici della tutela, sui soggetti riconosciuti titolari e su quelli preposti alla tutela del diritto d’autore e degli strumenti di cui ci si può avvalere. Il riferimento al settore cinematografico ed audiovisivo rappresenta, del resto, una costante di questa trattazione insieme a quella riguardante l’evoluzione che, da qualche anno, sta interessando la nostra società: un processo evolutivo che inequivocabilmente ci guida verso la società dell’informazione, in cui Internet e le nuove tecnologie rappresentano la “formula magica” per il presente e le chiavi lettura del futuro. Il lavoro svolto, come già riportato, è articolato secondo due direttrici principali quindi: la prima, avente come oggetto il cinema e, la seconda, la tutela dell’opera dell’ingegno. Data, pertanto, la natura “composita” di questa trattazione, e poiché molti e diversi sono stati i temi di cui si è trattato, anche se strettamente interconnessi fra loro, al termine di essa sono risultate d’obbligo alcune considerazioni conclusive, sia in merito alla prima che alla seconda parte. Con particolare riferimento alla prima parte, i temi sui quali si è cercato di focalizzare l’attenzione e per i quali si è tentato di “indagare” ed “indicare” le cause fondamentali e le soluzioni più plausibili per porvi rimedio, sono essenzialmente due: la forte invadenza delle produzioni statunitensi nel mercato nazionale ed europeo e il drammatico, quanto preoccupante, fenomeno della pirateria.
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