
martedì 7 giugno 2005
Il Direttore Generale della Siae Gianni Profita alla Giornata Mondiale della Proprietà Intellettuale

Gianni Profita Direttore generale della Siae ha partecipato alla Giornata Mondiale della Proprietà Intellettuale, nella Sala dello Stenditoio del Complesso Monumentale di San Michele a Ripa dove il 7 giugno si è tenuto un interessante convegno, che ha analizzato a trecentosessanta gradi il tema del diritto d'autore e della lotta alla contraffazione e alla pirateria.
Durante il Convegno sono stati presentati i risultati dell'indagine, condotta dall'Istituto per gli Studi sulla Pubblica Opinione di Renato Mannheimer, sul tema "Gli italiani e la proprietà intellettuale": una fotografia della percezione che nel nostro Paese si ha del fenomeno della pirateria e dell'entità del danno da esso causato allo Stato e al mercato del lavoro. Ne è emerso che solo un intervistato su tre (il 28% del campione) la considera un'azione grave come il furto.
All'importante appuntamento hanno partecipato autorità, esperti del settore e, naturalmente, elementi delle Forze di Polizia - rappresentate dal generale Baldassare Favara (Arma dei Carabinieri), da Luigi De Sena (Vice Capo della Polizia), dal generale Francesco Antonio Cerreta (Guardia di Finanza), e da Domenico Vulpiani (Polizia Postale) - chiamate a contrastare la pirateria: una lotta sempre più complessa, a causa dell'incessante evoluzione delle nuove tecnologie.Per contrastare la pirateria occorre educare gli utenti al rispetto delle opere dell'ingegno. E' questo il punto su cui si sono trovati d'accordo tutti oggi, a Roma, alla Giornata dedicata alla proprietà intellettuale organizzata dal Ministero per i Beni e le Attività culturali e dall'OMPI. Sono tre le armi più importanti per combattere efficacemente la pirateria secondo il Ministro Rocco Buttiglione: "Far crescere il commercio informatico spiegando ai cittadini che quello che si trova in rete è un bene che si compra; distinguere tra il ragazzo che scarica da Internet e la pirateria in mano alla criminalità organizzata. E, da parte di tutti deve essere riconosciuto il valore del diritto d'autore, anche varando campagne informative per proteggere la creatività e la libertà dell'essere umano. Se l'autore di un'opera d'ingegno non ottiene un guadagno dalla distribuzione del suo prodotto presto nessuno sarà più interessato a realizzare opere". Per la SIAE è intervenuto, nel corso della giornata, il Direttore Generale Gianni Profita, che ha sottolineato come la Società "stia sviluppando progetti di educazione per comunicare l'importanza del diritto d'autore, nei quali occorre un coinvolgimento del Ministero per l'Istruzione perché la consapevolezza dei più giovani può aumentare iniziando proprio dalla scuola". Inoltre, ha aggiunto, la tutela del diritto d'autore non può aver luogo in una logica puramente commerciale; per questo motivo occorre che si focalizzi l'attenzione sui temi dell'Identità culturale di ogni nazione. Parlare dell'eccezione culturale, infatti, significa "affermare l'autonomia dell'industria culturale dai trattati commerciali internazionali, poiché la cultura non può essere considerata un bene di consumo pari ad un qualsiasi prodotto". Anche il ministro dell'Innovazione e della Tecnologia Lucio Stanca ha precisato che "Internet non può essere un Far west perché se è vero che consente una crescita culturale del Paese, è altrettanto vero che sono necessarie regole con la collaborazione di tutti i soggetti interessati, dagli autori agli editori, ai distributori, ai consumatori". A tale proposito il ministro Stanca ha annunciato per gennaio 2006 una sessione della Conferenza Ocse sul tema "Contenuti digitali: minaccia o opportunità?" Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti ha aggiunto che ultimamente "il governo anche attraverso una campagna di comunicazione ha voluto sottolineare che la pirateria è un atto grave, capace di creare un danno economico di un miliardo e 300 milioni di euro all'anno e di intaccare alle radici la produzione artistica e il lavoro intellettuale". L'Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale - OMPI - era rappresentata da Carlotta Graffigna, che ha indicato i danni economici e d'immagine delle aziende, la riduzione di occupazione e di gettito fiscale, di sfruttamento di lavoro minorile provocati dalla pirateria. Una situazione a cui l'OMPI sta cercando da anni di opporsi, promuovendo la conoscenza dell'argomento e istituendo particolari momenti di discussione, quali la Giornata Mondiale della Proprietà Intellettuale. Una maggiore diffusione del tema è quanto viene auspicato da ogni parte, soprattutto in riferimento ai giovani, verso i quali il Governo ha già avviato una campagna di sensibilizzazione. Del resto, dalla ricerca presentata nel corso del convegno da Renato Mannheimer, dal titolo "Gli italiani e la Proprietà Intellettuale", emerge come siano proprio i giovani, e in generale gli utilizzatori di Internet, a non riconoscere nel downloading selvaggio una violazione del diritto d'autore e ad essere più "accondiscendenti" nei confronti di questo illecito dimostrando una scarsisssima consapevolezza del problema. Durante il convegno condotto da Bruno Vespa, oltre al ministro Buttiglione, al ministro Stanca, al sottosegretario Bonaiuti, a Carlotta Graffigna sono intervenuti anche il sottosegretario alle Comunicazioni Paolo Romani e i diversi rappresentanti delle associazioni, tra i quali Luciano Daffarra (FAPAV), Federico Motta (AIE), Enzo Mazza (FPM e FIMI) e Umberto Paolucci (BSA)