sabato 22 gennaio 2005
GIANNI PROFITA, Direttore generale della SIAE per LUMSA News
INTERVISTA A GIANNI PROFITA, Direttore generale della SIAE per “Lumsa news”
- Tra le sfide che la SIAE ha davanti a sé, c’è sicuramente la tutela del diritto d’autore in rete.. Quale è il ruolo della SIAE al riguardo?
La SIAE è stata una delle prime Società d’Autori al mondo a offrire una licenza per l’utilizzo legale della musica in rete e da quella prima licenza ne ha messe a punto altre che si sono rilevate agili strumenti per regolare i diritti d’autore su Internet. In particolare nel settore della telefonia mobile recentemente sono stati perfezionati gli accordi con i quattro operatori italiani (Tim,Vodafone, Wind e H3G), che si sono aggiunti a quelli sottoscritti con circa 50 operatori “indipendenti”. Naturalmente la tutela è estesa a tutte le opere protette: dal cinema alla letteratura, dalle arti visive, al teatro. La tecnologia ogni giorno mette sul mercato nuovi strumenti di fruizione delle opere ed è nostro compito far sì che alla diffusione di queste ultime corrisponda un compenso per chi le ha create. E’ interesse di tutti che si continui a produrre cultura e ciò può accadere solo se gli autori vengono retribuiti come tutti gli altri lavoratori.
Secondo uno studio recente, commissionato dall’Ue alla CISAC (l’organismo che riunisce le Società d’autori e compositori di tutto il mondo) il diritto d’autore rappresenta oltre il 5% del Pil europeo. In questo contesto l’intermediazione delle Società di Autori è fondamentale, poiché garantisce un giusto equilibrio tra tutti gli interessi in gioco.
- Quali sono stati i primi passi per la tutela delle opere in rete?
Come le dicevo la SIAE ha subito risposto alla sfida tecnologica con fatti concreti e i risultati si vedono. La Società Italiana ha inoltre cercato alleanze strategiche in ambito internazionale, fondando - con altre grandi Società di Autori (l’americana BMI, la tedesca GEMA, la francese SACEM, la spagnola SGAE) -FastTrack, The Digital Copyright Network, un organismo internazionale che ha tra gli obietti primari la condivisione delle tecnologie dell’informazione e l’offerta di servizi on line ai propri associati, come la dichiarazione delle opere, la concessione di licenze, per arrivare ad un sistema globale di gestione di diritti d’autore.
Quando un’opera deve essere utilizzata cosa bisogna fare?
La SIAE è molto attenta ai rapporti con gli utilizzatori delle opere che sono affidate alla sua tutela e per facilitare le utilizzazioni del repertorio, ha sviluppato un’intensa “politica degli accordi”. Per far questo bisogna conoscere profondamente le realtà del Paese e avvicinarsi con collaborazione, questo è reso possibile sia dal lavoro degli uffici centrali sia di quelli capillari che costituiscono la grande rete Siae in tutta l’Italia. Quando parlo di accordi: penso a quelli stretti nel settore del no- profit (tra la SIAE e le maggiori rappresentanze del volontariato e dell’associazionismo sociale), a quelli con tutti comuni italiani, a quello molto importante concluso con la Conferenza Episcopale italiana, accordo (firmato dallo stesso Cardinale Ruini) che rappresentò una novità assoluta nel rapporto tra i due Enti. Con quell’intesa fu previsto un sistema tariffario unico a livello nazionale, che facilita tutt’oggi il pagamento dei diritti dovuti in occasione delle manifestazioni musicali organizzate da Diocesi, Parrocchie ed Enti ecclesiastici.
Mi preme, poi, ricordare proprio per “Lumsa news”, l’accordo firmato con la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI)e con il Ministero della Pubblica Istruzione per regolare i diritti dovuti per la fotocopiatura dei libri nelle biblioteche universitarie e scolastiche. Quello delle fotocopie è un problema delicato: intanto va detto che il costo dei diritti non pesa sui ragazzi, ma sulle istituzioni scolastiche e poi è proprio dalla scuola che deve nascere la cultura del diritto d’autore: perché appropriarsi del lavoro altri senza retribuzione? Secondo uno studio dell’AIE (l’Associazione Italiana Editori) i danni provocati dalle cosiddette “fotocopie selvagge” si possono stimare in non meno di 315 milioni di euro per l’intera “filiera” editoriale:quindi non solo per gli autori, ma anche per le case editrici, le librerie, i distributori…
- Cosa ci può dire in particolare dei rapporti tra la SIAE e la Cina?
La SIAE è stata una delle prime Società d’Autori ad aver avviato, sin dal 1982, concreti rapporti di cooperazione con gli organismi cinesi per la tutela del diritto d’autore, sia per la realizzazione di un sistema normativo di protezione delle opere dell’ingegno, sia per la costituzione di una società di gestione cinese per la tutela dei diritti d’autore (avvenuta nel 1992 con la nascita della MCSC, la Music Copyright Society of China, con cui la SIAE ha stipulato un contratto di reciproca rappresentanza in materia di diritti di pubblica esecuzione musicale).
Inoltre, la SIAE ha stabilito dei contatti anche con gli organismi statali che si occupano di proprietà intellettuale e di recente uno dei miei primi impegni in SIAE è stato il ricevimento di una delegazione del Comitato Centrale del Partito Comunista cinese, per un esame congiunto delle più attuali forme di gestione e di tutela dei diritti d’autore, anche a seguito dei più recenti accordi tra l’Unione Europea e la Cina nella lotta alla contraffazione. Purtroppo la pirateria di provenienza asiatica è a livelli di guardia e negli ultimi sette anni ha danneggiato l’Italia nello scenario europeo per 8 miliardi di euro.
- Prima di assumere la direzione generale della SIAE, lei è stato direttore per il Cinema del Ministero dei Beni Culturali. Come ha affrontato l’Italia, in particolare durante il semestre di presidenza europeo, i problemi del nostro cinema, quali: l’invasione americana, la scarsa capacità di produttori e distributori di vendere al di fuori dei propri confini? Che cosa ci può dire, invece, del futuro della politica europea dell’audiovisivo? A che punto è il dibattito?
Il semestre di Presidenza dell’Unione Europea è stato un anno decisivo per la Direzione Generale del Cinema e per il Ministero dei Beni Culturali. Si è ritenuto importante aprire un confronto sulla politica europea dell’audiovisivo con i maggiori esponenti dell’industria cinematografica e audiovisiva d’Europa, per cercare soluzioni adeguate alle diverse problematiche del settore, ho lavorato ad accord di coproduzione che hanno dato risultati anche immediati, come nell Regno Unito, la Spagna, l’India, l’Argentina, e che ne daranno con la Russia , la Germania, la Turchia e l’Ungheria. (In questo contesto va ad inserirsi la recente adozione del nuovo programma di sostegno europeo Media (Media 2007) – cui l’Italia ha dato un particolare impulso – che regolerà i finanziamenti al cinema europeo fino al 2013, con un budget quasi raddoppiato per i prossimi anni)
Ma parliamo di Siae: per il cinema ci sono buone notizie. Dall’entrata in vigore della legge sull’equo compenso che ha riconosciuto i diritti a tutti gli autori dell’opera cinematografica ogniqualvolta viene utilizzata, la SIAE ha ripartito ben 60 milioni di euro, facendo un lavoro certosino e andando a cercare i cosiddetti aventi diritto per far avere loro il dovuto.