mercoledì 19 luglio 2000
Siciliani a Roma - L’Associazione presieduta da Pippo Baudo ha festeggiato l’estate 2000
ROMA - "Mangiannu mangiannu s’aricogghiunu l’amici, cantannu la Sicilia scialacori" (Mangiando mangiando si riuniscono gli amici al canto della Sicilia dolcissima), apre così "u minù da schiticchiata" (il menù della cena) al centro della festa d’estate che i siciliani di Roma hanno organizzato al Giardino zoologico in onore del presidente-fondatore di "Sicilia Mondo" (33 anni di attività) avv. Mimmo Azzia con gli omaggi a due grandi della cultura dell’isola: Renato Guttuso e Emanuele Pandolfini.
Proprio nella Capitale si registra un gran fermento attorno al nucleo centrale che annovera fra gli altri Nuccio Fava,Gianni Profita, Rino e Alberto Abbate, Piero e Renato Camarda, Mario Petrina e Alfio Spadaro, Attilio Raimondi e Saro Ocera, Pino Pintus e Franco Litrico, Antonio Motta, Vittorio Muscia, Peppe Costa e Giuseppe Lazzaro Danzuso, Vito Di Girolamo, Gianni Patti e Fiorella Galgano, Alfio D’Urso, Cristoforo Consonni, Gloriano Mazzé, Gianni Lacommare, Roberto Pregadio, Giuseppe Faraone, Aldo Grassi, Valeria Spadaro.
Un tutto nei ricordi del passato fra vecchi amici dai siculi natali e nuove conoscenze con radici comuni, fra un brindisi in rigoroso dialetto ed una prelibatezza della cucina regionale. Intrattenitore d’eccezione Sandro Attanasio, principe del foro catanese che ha recitato versi di Martoglio ed evocato la storia struggente dell’asino ("u sceccu do cavvunaru") metafora vera dell’evoluzione della società siciliana dal dopoguerra ai nostri giorni. Nuccio Puleo con Toti Porto e Franco Bonanno, dissertando di sport, hanno ricordato amici d’un tempo e piacevolezze sconosciute alle nuove generazioni.
Una rimpatriata in piena regola fra una spaghettata alla norma (pomodoro e melanzane) ed una assaggino di risotto al nero di seppia ("co’ niuru da siccia"), involtini di melanzane e trancia di pescespada, innaffiato rigorosamente dai bianchi di Sicilia e (per gli astemi) da acqua aromatizzata ("zammù").
L’avv. Azzia, fondatore dell’associazione, ha inneggiato alla "cultura della sicilianità" invitando gli amici di Roma a "risfoderare l’orgoglio delle radici e l’amore di una terra solare e generosa che ha sparso, attraverso gli emigranti, energie e intelligenze che sono oggi il motore delle società di cinque continenti".
Gli isolani nel mondo superano i nove milioni di unità e di questi duecentomila si riconoscono nella sigla di "Sicilia Mondo". Essi sono andati laddove c’era da costruire e con il loro lavoro si sono imposti nelle più varie imprese e nelle più folgoranti carriere.
I siciliani non si contano più a Roma (ma anche a Milano, a Genova, a Torino): spesso vivono isolati gli uni dagli altri ma avvertono molto la nostalgia del luogo natio e il piacere della parlata, non dimenticando i sapori delle tradizioni antiche e i profumi dell’infanzia nei rioni della "vucciria" o "da fera o luni", di Ortigia o di Mortelle.
"Sicilia Mondo" in 33 anni di attività ha fatto il miracolo di tenerne uniti molti di loro in oltre centoventi associazioni aderenti nelle Americhe e in Australia, in Asia e in Africa oltreché in giro per l’Europa. Ma non ha esaurito la sua spinta diffusionale. A sentire Alfio Spadaro che è l’animatore del gruppo, presto confluiranno altri club similari attratti da programmi ambiziosi e presenze interessanti.
Quest’ultima, in collaborazione con Iliana Spoto, coordinerà il programma per il terzo millennio che prevede mostre e recital, visite culturali e tanta tanta promozione della Sicilia. Quella di ieri e quella di oggi. (Daniela Spadaro-Inform)
Proprio nella Capitale si registra un gran fermento attorno al nucleo centrale che annovera fra gli altri Nuccio Fava,Gianni Profita, Rino e Alberto Abbate, Piero e Renato Camarda, Mario Petrina e Alfio Spadaro, Attilio Raimondi e Saro Ocera, Pino Pintus e Franco Litrico, Antonio Motta, Vittorio Muscia, Peppe Costa e Giuseppe Lazzaro Danzuso, Vito Di Girolamo, Gianni Patti e Fiorella Galgano, Alfio D’Urso, Cristoforo Consonni, Gloriano Mazzé, Gianni Lacommare, Roberto Pregadio, Giuseppe Faraone, Aldo Grassi, Valeria Spadaro.
Un tutto nei ricordi del passato fra vecchi amici dai siculi natali e nuove conoscenze con radici comuni, fra un brindisi in rigoroso dialetto ed una prelibatezza della cucina regionale. Intrattenitore d’eccezione Sandro Attanasio, principe del foro catanese che ha recitato versi di Martoglio ed evocato la storia struggente dell’asino ("u sceccu do cavvunaru") metafora vera dell’evoluzione della società siciliana dal dopoguerra ai nostri giorni. Nuccio Puleo con Toti Porto e Franco Bonanno, dissertando di sport, hanno ricordato amici d’un tempo e piacevolezze sconosciute alle nuove generazioni.
Una rimpatriata in piena regola fra una spaghettata alla norma (pomodoro e melanzane) ed una assaggino di risotto al nero di seppia ("co’ niuru da siccia"), involtini di melanzane e trancia di pescespada, innaffiato rigorosamente dai bianchi di Sicilia e (per gli astemi) da acqua aromatizzata ("zammù").
L’avv. Azzia, fondatore dell’associazione, ha inneggiato alla "cultura della sicilianità" invitando gli amici di Roma a "risfoderare l’orgoglio delle radici e l’amore di una terra solare e generosa che ha sparso, attraverso gli emigranti, energie e intelligenze che sono oggi il motore delle società di cinque continenti".
Gli isolani nel mondo superano i nove milioni di unità e di questi duecentomila si riconoscono nella sigla di "Sicilia Mondo". Essi sono andati laddove c’era da costruire e con il loro lavoro si sono imposti nelle più varie imprese e nelle più folgoranti carriere.
I siciliani non si contano più a Roma (ma anche a Milano, a Genova, a Torino): spesso vivono isolati gli uni dagli altri ma avvertono molto la nostalgia del luogo natio e il piacere della parlata, non dimenticando i sapori delle tradizioni antiche e i profumi dell’infanzia nei rioni della "vucciria" o "da fera o luni", di Ortigia o di Mortelle.
"Sicilia Mondo" in 33 anni di attività ha fatto il miracolo di tenerne uniti molti di loro in oltre centoventi associazioni aderenti nelle Americhe e in Australia, in Asia e in Africa oltreché in giro per l’Europa. Ma non ha esaurito la sua spinta diffusionale. A sentire Alfio Spadaro che è l’animatore del gruppo, presto confluiranno altri club similari attratti da programmi ambiziosi e presenze interessanti.
Quest’ultima, in collaborazione con Iliana Spoto, coordinerà il programma per il terzo millennio che prevede mostre e recital, visite culturali e tanta tanta promozione della Sicilia. Quella di ieri e quella di oggi. (Daniela Spadaro-Inform)