sabato 10 maggio 2003

Intervista col Prof. Gianni Profita: I rapporti internazionali del cinema italiano


Il cinema italiano mostra chiari segni di ripresa stando ai rilevamenti della Direzione Generale preposta al settore nell’ambito del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Nel 2002, sia pure con poche produzioni, i film italiani hanno registrato venti milioni di spettatori sul territorio nazionale, rispetto ai sedici milioni dell’anno precedente, con un aumento degli incassi del 24 per cento. E nei primi mesi del 2003 sono cresciuti del 30 per cento gli investimenti di capitale italiano per la produzione e di questa crescita se ne sono accorti anche i turisti durante i week-end primaverili, che hanno trovato le strade di Roma sempre più invase da troupe cinematografiche: da Trastevere a Piazza Navona, dall’Appia all’Ostiense, da via Condotti a Castelporziano.
Non si aspira certamente a sottrarre spettatori alla cinematografia americana, ma ad aumentare il numero complessivo delle presenze al cinema che in Italia è ancora troppo basso; si guarda, poi, al versante internazionale per promuovere e incrementare la circolazione dei nostri film all’estero. Il cinema è espressione del patrimonio culturale di ciascun Paese, diventando sostanzialmente il simbolo di quella che viene definita la “diversità culturale”, la cui conservazione e preservazione è un obiettivo chiave nella logica di cooperazione internazionale, ed europea in particolare” sottolinea il professor Gianni Profita, che da sei mesi ricopre l’incarico di Direttore Generale per il Cinema al Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
“Stiamo ormai lavorando a ritmo serrato – dice il professor Profita – sulle questioni internazionali che saranno affrontate durante il semestre della presidenza italiana dell’Unione Europea, che si apre a luglio e che riguardano la creazione di uno spazio giuridico armonizzato per l’industria culturale europea. Questo lavoro si propone di sviluppare la consapevolezza che l’industria culturale è espressione di una identità che si differenzia da qualsiasi altra forma di tipo produttivo industriale. Per questo motivo riteniamo di avviare un processo di modernizzazione dei vari tessuti giuridici nazionali su cui l’industria audiovisiva si fonda, anche per poter continuare ad esprimere la propria diversità in maniera coerente ed equa”.
“Inoltre intendiamo sviluppare ulteriormente la collaborazione tra gli organismi pubblici che operano in Europa a sostegno del cinema e che da qualche mese fanno parte dell’European Film Agency Director’s Group. Con queste istituzioni pubbliche vogliamo approfondire i problemi legati alla co-distribuzione europea che il Ministro Urbani considera di grande importanza per la diffusione del cinema. Abbiamo già siglato a livello tecnico un accordo innovativo di co-distribuzione con la Gran Bretagna che sarà formalizzato a breve in un incontro tra i due Ministri. Con la Francia è stato creato un analogo tavolo di consultazioni per individuare nuovi strumenti e a Cannes si terrà la prima riunione. Ed anche la Spagna è interessata a questi nuovi accordi di co-distribuzione”.
Durante il semestre italiano alla presidenza dell’Unione Europea, la Direzione Generale per il Cinema promuoverà un dibattito internazionale sulla cultura cinematografica durante il quale sono previsti due appuntamenti italiani. Il primo è un seminario inteso ad esaminare la promozione dello spettacolo con riferimento alle nuove tecniche espressive digitali, nonché all’uso di tecnologie applicate al cinema e all’audiovisivo, e si terrà a Venezia alla fine di agosto durante la Mostra del Cinema.Il secondo avrà luogo a Taormina a novembre e si tratterà di un seminario sulla cooperazione cinematografica tra i Paesi dell’Unione Europea. “Particolarmente stimolante è per noi il semestre di presidenza italiana – osserva il professor Profita – che vedrà tra l’altro il nostro Paese impegnato in un ruolo di locomotiva trainante delle innovazioni internazionali che riguarderanno il cinema. Comunque oggi c’è ancora spazio per fare crescere il mercato cinematografico italiano: nelle ultime stagioni in Italia si sono venduti 110-130 milioni di biglietti, in Francia si sono raggiunti i 180 milioni all’anno, e la popolazione non è granché superiore a quella italiana, e poi c’è il caso della Spagna che con meno abitanti ha raggiunto i 140-150 milioni di biglietti venduti nelle ultime annate. Ciò vuol dire che dobbiamo adoperarci in Italia per una crescita della produzione cinematografica che guardi allo spettatore come a quello cui, in ultima analisi, è rivolto il film: può sembrare ovvio, ma troppe volte in passato ciò è stato dimenticato. E’ indispensabile, dunque, migliorare il rapporto tra il cinema italiano e il suo pubblico e in questa direzione si colloca, tra l’altro, lo spot a sostegno del nostro cinema che dal 5 maggio viene trasmesso dalle televisioni e nelle sale.
Nel quadro dei rapporti internazionali il Ministro Urbani, il Sottosegretario Bono, il Segretario Generale Rocca e il Direttore Generale Profita hanno incontrato il 29 e 30 aprile a Roma i ministri della cultura dei Paesi rivieraschi dell’Adriatico e dello Ionio (Albania, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Grecia, Serbia, Montenegro e Slovenia). Si tratta di entità nazionali dal mercato ancora minore ma che guardano, però, con grande interesse alla produzione cinematografica italiana e alla possibilità di poter ospitare l’ambientazione di film italiani. E a Roma questi ministri della cultura si sono confrontati con la straordinarietà delle strutture e delle attrezzature di Cinecittà.
Al Festival di Cannes quest’anno la presenza del cinema italiano non passerà inosservata e sarà particolarmente visibile poiché avrà a disposizione due Padiglioni “promozionali”, uno sulla Croisette e l’altro all’interno della struttura tradizionalmente riservata al “mercato”. 
Questi Padiglioni saranno naturalmente decorati con le gigantografie di Federico Fellini – di cui ricorre il decennale – al cui cinema il Festival francese rende onore proponendo anche una retrospettiva antologica dei suoi migliori film.
Inoltre, sempre a Cannes dove l’India presenta le sue opere più recenti, l’Italia promuoverà alcuni eventi della cinematografia indiana nell’ambito delle iniziative organizzate per fare conoscere la nuova produzione dei Paesi cosiddetti “emergenti” tra i quali figurano anche la Russia e la Cina (intervista di Ernesto Baldo).