giovedì 19 aprile 2007
Progetto di Legge di Riforma dell'Università
E' stato presentato al Senato della Repubblica un Progetto di legge (N. 1252 - XV Legislatura) dal Titolo "Ordinamento del sistema universitario nazionale - Delega al Governo per l’abolizione del valore legale del diploma di laurea" che sicuramente merita di essere segnalato perchè mette in discussione le fondamenta su cui finora si è basata l'intera impalcatura normativa e strutturale dell'Università italiana. Di seguito si riporta una parte dell'illustrazione iniziale dei presentatori (QUAGLIARIELLO, ASCIUTTI, ALBERTI, CASELLATI, AMATO, CANTONI, MAURO e SACCONI) che è stata intitolata significativamente "Università e competitività dell’Italia":
Nel nostro paese, da ormai troppo tempo,vi è un generale senso di insoddisfazione per come il sistema accademico nazionale e le singole istituzioni universitarie sono governate. Un’insoddisfazione che deriva anche dal modo in cui, dal 1989 ad oggi, sono state realizzate le politiche dell’università, e in particolare quelle sull’autonomia. Troppo spesso il carattere pubblico dell’istituzione universitaria, che dovrebbe essere al servizio dell’interesse nazionale, dell’interesse degli studenti e delle famiglie, è stato confuso (attraverso un’operazione di vera e propria manipolazione ideologica) con la natura statale e burocratica delle strutture universitarie. Troppo spesso la missione autentica del sistema di formazione superiore,che coniuga al suo interno didattica e ricerca scientifica, è stata derubricata in tutela di baronati locali e di corporazioni intoccabili. Le sfide che l’università è chiamata ad affrontare in questi anni e in quelli a venire ormai le impongono di aprirsi al mondo esterno, di diventare più agile e competitiva, di adattarsi rapidamente ai mutamenti della società senza per questo smarrire la sua missione iniziale. La qualità della formazione universitaria è una delle funzioni decisive della competitività dei sistemi economici nazionali, come del resto riconosciuto dall’Agenda di Lisbona,che punta a rendere entro il 2010l’Europa l’area più competitiva del pianeta. In questa prospettiva, la stessa Unione europea chiede ai governi nazionali un’inversione di rotta, ponendo tra gli obiettivi prioritari del processo di integrazione, da qui al traguardo del 2010, l’armonizzazione dei sistemi di istruzione e la creazione di un’area comune per la formazione superiore, che faciliti la mobilità dei membri della comunità accademica sul territorio dell’Unione. A pochi anni dalla scadenza abbiamo di fronte lo scenario sconfortante di istituzioni sottofinanziate, antiquate e superburocratizzate, che stanno penalizzando le generazioni di oggi e rischiano di rovinare le generazioni future; istituzioni che producono pochi laureati e spesso con competenze sorpassate,la cui formazione personale non trova corrispondenza con le esigenze del mondo del lavoro. Il modello da perseguire deve essere in grado di coniugare competitività, alto livello nella qualità degli studi, flessibilità e attenzione alle esigenze del mercato. Si impone perciò un radicale ripensamento. L’indispensabile contributo che l’università deve fornire all’interesse della nazione, la sua funzione sociale, deve essere perseguito attraverso la via della concorrenza, che garantisca ai migliori di emergere, indipendentemente dalla loro condizione economica, e agli atenei italiani di reggere il confronto sul mercato della formazione culturale che, anch’esso, si è globalizzato. In Italia ogni tentativo di riforma è stato boicottato da un sistema nel quale ad avere la meglio sono stati interessi corporativi e antiquati ideologismi. Continua ad essere completamente assente dall’agenda politica di questo Governo un dibattito strategico sul futuro dell’università; si tenta invano di dare risposte parziali e unidirezionali a problemi sistemici. Mentre è giunta l’ora di cambiare rotta. (L'intero progetto di legge è visibile al link http://www.magna-carta.it/docs/DDLUNIVERSITA.pdf )
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