sabato 1 aprile 2000

"C'era una volta l'ufficio - Normative e pratiche del lavoro a distanza" Post-fazione di Gianni Profita

Nella sua Post-fazione Gianni Profita mette in evidenza il grado di cambiamento nella struttura -anche sociologica- del "lavoro" a seguito dell'introduzione delle tecnologie di rete in gran parte delle professioni. Il volume trae spunto dalle conclusioni della commissione Telework 99 istituita dalla Comunità Europea che ha fotografato una realtà in crescita vertiginosa: da un milione e mezzo di teleoccupati del 1995 a oltre nove milioni a fine secolo.Il lavoro in rete decolla nel nord Europa, nei paesi freddi, dove i collegamenti Internet sono oramai un fatto assodato; in Finlandia il 16,8% della popolazione lavora comodamente in casa propria superando di quasi quattro punti percentuali i concittadini di Bill Gates. Dall' altra parte del mondo, in Giappone, dove i trasporti pesano considerevolmente sui salari, 2.090.000 persone lavorano virtualmente.Se le direttive comunitarie hanno approvato notevoli stanziamenti in programmi di sperimentazione del lavoro a distanza, è perché nella società del XXI secolo, il lavoro consisterà nella produzione, nello sviluppo e, soprattutto, nella divulgazione di idee e informazioni: esso si definirà sempre più come prodotto intellettuale e quindi passibile di un nuovo modello organizzativo e sociale svincolato da tempi e spazi predefiniti, passando da una rigidità burocratica e gerarchica alla tanto auspicata (e discussa) flessibilità.L' Italia come si sta preparando alla rivoluzione del telelavoro? Con quali mezzi e quali leggi il Parlamento e la Pubblica Amministrazione stanno organizzando il nuovo assetto lavorativo della nazione? Ma soprattutto secondo quali strategie operative i 720.000 telelavoratori italiani del settore privato utilizzano il telelavoro?